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Valvole cardiache: biologiche o artificiali?

Valvole cardiache: biologiche o artificiali?

04/05/2017

In caso di grave patologia le valvole cardiache - aortiche e mitraliche - possono essere sostituite mediante impianto chirurgico di protesi meccaniche o biologiche.

In genere la scelta del tipo di protesi è fatta prevalentemente in base all’età del paziente: ai pazienti più anziani viene consigliata la protesi biologica, ai più giovani (età inferiore ai 60-65 anni) si consiglia la protesi meccanica per scongiurare un eventuale re-intervento necessario in caso di degenerazione della protesi biologica.

> Le protesi meccaniche infatti - anche dette valvole cardiache artificiali o valvole cardiache meccaniche - hanno il vantaggio di avere una durata teoricamente illimitata e quindi possono essere efficaci fino alla fine della vita ma richiedono una terapia anticoagulante orale per evitare la formazione di trombi sulla struttura protesica.

> Le protesi biologiche o valvole cardiache biologiche, hanno invece il vantaggio di non richiedere necessariamente una terapia anticoagulante (eliminando quindi i rischi ad essa connessa), ma hanno una durata limitata poiché vanno incontro a degenerazione strutturale con il passare degli anni.

Si tenga presente che la velocità con cui degenerano le protesi biologiche (porcine o bovine) è indipendente da comportamenti specifici dei pazienti ma è principalmente legata al metabolismo dell’ospite (più attivo nei giovani, meno negli anziani). Nei pazienti giovani le protesi biologiche tendono a degenerare prima mentre nei pazienti più avanti con gli anni hanno durata maggiore.

Anche i fattori di rischio della malattia aterosclerotica (diabete, ipertensione, elevati livelli di colesterolo, fumo) possono contribuire alla degenerazione delle protesi e devono essere pertanto controllati.

Preciso che la scelta da parte del cardiochirurgo tra un tipo e l’altro di valvola cardiaca deve essere fatta a seconda del paziente che si ha di fronte. Per lo specialista risulta quindi necessario partire da una valutazione generale del paziente e dalla sua aspettativa di vita. 

Facciamo alcuni esempi: un paziente sopra dei 65 anni potrà avvalersi della valvola biologica con un rischio minore di ictus e sanguinamenti ma un rischio leggermente aumentato di re-intervento; i pazienti al di sotto dei 65 anni potranno giovare della valvola meccanica che può ridurre il rischio di re-intervento anche se aumenta l’incidenza di ictus ed eventi ischemici; è importante considerare la coesistenza di fibrillazione atriale. In tal caso si potrebbe protendere per l’impianto di protesi meccanica in quanto il paziente necessiterebbe comunque di terapia anticoagulante per la fibrillazione atriale.

I casi sono tutti diversi e anche le reazioni ad una protesi. E’ per questo che è importante potersi avvalere di più opzioni terapeutiche a seconda della patologia per poter curare un paziente nel modo migliore: Il consiglio è rivolgersi a centri specializzati nel trattamento delle patologie valvolari.
 

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