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Insufficienza mitralica: la testimonianza di un mio paziente

Insufficienza mitralica: la testimonianza di un mio paziente

19/10/2017

Franco Fullone, affetto da insufficienza mitralica, aveva consultato 25 cardiochirurghi sparsi per tutta Italia, per poter essere operato alla valvola mitrale con una tecnica di chirurgia mininvasiva.
 
Il paziente aveva subito 12 anni prima un intervento a cuore aperto per il prolasso dei lembi della valvola mitrale. Fu un intervento in sternotomia, la riabilitazione era stata lunga e complicata, non voleva subire lo stesso trauma. Così quando il suo cuore ha ricominciato a vacillare, con affanno e palpitazioni frequenti, si è messo alla ricerca di un cardiochirurgo specializzato nel trattamento della valvola mitrale con tecnica mininvasiva e ha scelto di rivolgersi a me presso l'Anthea Hospital di Bari.
 
Ho trovato una persona molto spaventata, la malattia lo preoccupava a livello fisico e c’era in lui anche una alterazione psicologica. Era diffidente, prima della operazione. L’ho rassicurato sul tipo di intervento che avrebbe affrontato e sugli importanti vantaggi che l’approccio mininvasivo ha nel recupero post-operatorio rispetto all’approccio tradizionale.
 
Ho spiegato a Franco che la patologia mitralica è ancora poco affrontata, e spesso viene sottostimata ritardandone così la cura, solo il 2% delle valvole che andrebbero operate, realmente vengono trattate chirurgicamente. Perché questo ritardo? Perché spesso l’ammalato ritiene il trauma cardiochirurgico importante e teme di non superarlo. In realtà oggi – con l’evoluzione della tecnica chirurgica - si può affrontare l’operazione al cuore con un peso inferiore.
 
 Franco oggi sta finalmente bene, è tornato alla sua vita e alle sue passioni con una energia nuova. Con Franco è nata un’amicizia. A lui mi lega un momento di cuore e lo ringrazio perché per noi medici è importante sapere che il paziente sta bene ed è in fondo il motivo del nostro lavoro.
 
 Guarda la video-intervista
 

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