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Insufficienza mitralica a 40 anni: cosa fare?

Insufficienza mitralica a 40 anni: cosa fare?

14/12/2017

La prevenzione delle malattie cardiovascolari dovrebbe cominciare tra i 30 e i 40 anni sia per le donne che per gli uomini. Esistono infatti patologie del cuore silenziose che possono colpire anche soggetti giovani senza dare alcun sintomo, ma ugualmente pericolose e quindi da tenere sotto controllo. Una di queste è l’insufficienza mitralica, un difetto di chiusura della valvola mitrale del cuore che ogni anno interessa 250.000 persone in Europa.
 
Già tra i 35 e i 40 anni l’insufficienza mitralica nella forma lieve e/o moderata, può fare la sua comparsa, compromettendo la corretta funzionalità del muscolo cardiaco, senza segnali. Non è detto che la patologia progredisca ma è opportuno per questo fare prevenzione, affidarsi ad uno specialista che conosca bene questo importante apparato del cuore e sappia valutare l’ipotesi o meno di un intervento cardiochirurgico.
 
Le cause di insufficienza mitralica sono certamente diverse. Se si verifica nei soggetti giovani, l’insufficienza è dovuta nella maggior parte dei casi alla lassità del tessuto connettivo elastico della valvola: in sostanza la valvola non ha più la stessa tenuta di prima, quindi non permette il corretto passaggio del sangue e determina un irregolare allungamento della corde tendinee e dei lembi valvolari. In questi casi si parla di prolasso della valvola mitrale. Il prolasso mitralico è una condizione parafisiologica, il più delle volte non si associa ad insufficienza mitralica e non evolve in quadri peggiorativi. Va comunque praticata la profilassi dell’infezione batterica in caso di interventi invasivi oppure odontoiatrici.
 
A seconda del quadro di gravità l’insufficienza mitralica può essere così classificata in lieve, moderata e severa. L’insufficienza mitralica lieve è generalmente asintomatica. Molto spesso può essere una patologia benigna che non progredisce ulteriormente. Tuttavia, anche in caso di lieve insufficienza mitralica è necessario sottoporsi comunque a controlli regolari. Con il tempo e con la progressiva alterazione della valvola mitralica, i sintomi che il paziente incomincerà a sentire saranno riconducibili a vero e proprio affanno, prima a seguito di sforzi medi come camminare leggermente in salita, poi per sforzi sempre a carico minore, come camminare in piano.
 
Quando è lieve e/o moderata, l’insufficienza mitralica va tenuta sotto controllo mediante ecocardiogrammi regolari a distanza di 9-12 mesi. Qualora dovessero comparire sintomi come affanno per sforzi minimi o facile affaticabilità è consigliato al paziente di rivolgersi ad uno specialista. Non è assolutamente detto che la malattia progredisca e comporti necessariamente un intervento chirurgico, ma è preferibile monitorare la situazione.
 
Se al contrario, a seguito di un approfondimento diagnostico eseguito con un cardiologo o un cardiochirurgo per l’aggravarsi della patologia, si pongano le condizioni per una operazione al cuore, è consigliato al paziente rivolgersi ad un centro specializzato con un volume significativo di interventi annuali alla valvola mitrale per essere accompagnato in un idoneo percorso assistenziale.
In merito all’eventuale trattamento terapeutico inoltre oggi è possibile optare per tecniche di cardiochirurgia mininvasive a vantaggio dei pazienti, in termini di  sopravvivenza e di qualità della vita.
 
 

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