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Dalla mininvasiva alla nanoinvasiva: le più innovative tecniche d’intervento per le patologie valvolari

A cura di:
Coordinatore nazionale della Cardiochirurgia di GVM Care & Research. Cardiochirurgo Specializzato nel trattamento Cardiochirurgico Mininvasivo e Nanoinvasivo della valvola mitrale.
Dalla mininvasiva alla nanoinvasiva: le più innovative tecniche d’intervento per le patologie valvolari

Nel corso del MICS 2016, svoltosi a Roma il 17 e 18 giugno e promosso dalla Mitral Academy, lo stato dell’arte della moderna chirurgia riparativa mitralica (la mitrale è la valvova cardiaca che regola il flusso sanguigno tra atrio e ventricolo sinistro, ndr) non ha mancato di focalizzare la propria attenzione - presenti i maggiori esperti a livello nazonale ed internazionale - sui cambiamenti intercorsi, specie negli ultimi anni, nel ventaglio delle opzioni terapeutiche disponibili per affrontare valvulopatie - vedi l’insufficienza mitralica con rigurgito, diagnosticata in più del 10% dei pazienti over 70 - ad ampia diffusione su scala mondiale.
 
La Cardiochirurgia mininvasiva e ultramininvasiva (o nanoinvasiva) possono sostituirsi - nelle condizioni giudicate idonee al trattamento e dopo un’attenta valutazione e personalizzazione del percorso di cura - alla chirurgia tradizionale “a cielo aperto”, riducendo il trauma operatorio (minor sanguinamento e minor percezione del dolore, cicatrici meno visibili, ripresa fisica più rapida e degenza ospedaliera abbreviata) così da ottenere, nel migliorare anche l’impatto psicologico, gli stessi risultati dell’intervento convenzionale.
 
La mininvasività della chirurgia riparativa/sostitutiva mitralica (la conformazione anatomica della mitrale favorisce la riparazione della valvola nativa attraverso l’applicazione di MitraClip e Cardioband o l’impianto di corde tendinee artificiali con metodica Neochord) corrisponde pertanto ad incisioni più piccole, praticate nello spazio intercostale o nel solco mammario (nei soggetti femminili), nell’ordine di 5-6 centimetri evitando di sovrapporre all’atto cardiochirurgico un intervento ortopedico per l’apertura del torace (toracotomia).
 
Rispetto alla chirurgia mininvasiva, l’approccio ultramininvasivo (o nanoinvasivo)  va oltre: permette - nei casi opportunamente selezionati dall’équipe medica - di arrivare, per mezzo di appositi cateteri, all’atrio sinistro del cuore - e quindi alla mitrale - senza alcun tipo d’incisione, nemmeno minima, ma sfruttando l’accesso percutaneo - all’altezza dell’inguine - da una vena della gamba (vena femorale). Il tutto senza dover fermare l’attività cardiaca (a cuore battente) e senza dover ricorrere all’utilizzo della circolazione extracorporea (macchina cuore-polmone).
 
E proprio sulle nuove frontiere della nanoinvasività, il MICS 2016 ha messo a confronto, in un’ottica d’interscambio delle rispettive esperienze e competenze, gli specialisti in Cardiochirurgia e gli specialisti in Cardiologia Interventistica ed Emodinamica per sottolineare come la collaborazione e la sinergia tra le due figure professionali sia già in atto, risultando fondamentale al buon esito clinico dei trattamenti dedicati alle patologie cardiache.

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