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Prevenzione e terapie della insufficienza mitralica: intervista al Prof. Speziale

A cura di:
Coordinatore nazionale della Cardiochirurgia di GVM Care & Research. Cardiochirurgo Specializzato nel trattamento Cardiochirurgico Mininvasivo e Nanoinvasivo della valvola mitrale.
Prevenzione e terapie della insufficienza mitralica: intervista al Prof. Speziale

La valvola mitrale è una struttura fondamentale per il corretto funzionamento del cuore in quanto consente il passaggio del flusso sanguigno dal ventricolo all'atrio sinistro. In passato l'importanza di questa valvola è stata sottovalutata ma negli ultimi decenni cardiologi e cardiochirurghi non solo hanno riservato la giusta attenzione alla valvola mitrale, hanno anche affinato le tecniche di intervento in caso di disfunzione della stessa.

Stando ai risultati delle ultime ricerche in questo ambito da parte della comunità scientifica, oggi riparare una valvola mitrale affetta da stenosi o insufficienza mitralica prima ancora di sostituirla e farlo attraverso tecniche mini-invasive senza ricorrere alla sternotomia, cioè alla apertura dello sterno, rappresenta la procedura migliore specie per i pazienti più fragili, ossia quelli che non sarebbero in grado di affrontare un trauma così importante come il taglio di uno sterno perchè potrebbe compromettere il recupero post operatorio.

La buona riuscita di un intervento mitralico è sempre legata alla quantità di chirurgia eseguita dall’operatore. E’ necessario quindi un training adeguato per il cardiochirurgo che se non ripara la valvola ad un paziente con insufficienza mitralica, esiste un rischio significativo di riduzione in termini di quantità e qualità della vita. Quindi riparare le valvole mitraliche non è un piacere ma è un dovere verso il paziente.

L’heart team di Anthea Hospital – che ha raggiunto un livello di massima specializzazione nel trattamento chirurgico delle valvulopatie – ha sviluppato una serie di competenze per rendere meno invasivo l'intervento alla valvola mitrale che si traducono nella riduzione dei tempi chirurgici e dell’impatto della circolazione extracorporea in modo tale da non richiedere quasi mai trasfusioni e da ridurre eventuali complicanze postoperatorie.

Prima si interviene su una valvola mitralica non funzionante, e prima il paziente può ottenere benefici terapeutici. Va ricordato infine che l’insufficienza mitralica è tante volte silente, non dà manifestazioni e alcune volte, pur in presenza di un avanzamento della patologia, i sintomi come stanchezza e dispnea, possono comparire tardivamente.

Per questo è necessario già intorno ai 25-30 anni effettuare una visita cardiologica completa con ecocardiogramma come buona norma di prevenzione. La qualità ecografica non è sempre uguale, quindi è importante affidarsi a centri ospedalieri che fanno un numero elevato di ecocardiografie e dove operano professionisti preparati in grado di scovare la malattia anche molto prima di quando si manifesta.
 
 

Per saperne di più guarda l’intervista al Prof. Speziale 



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