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Insufficienza valvola mitrale: intervenire prima accelera i tempi di recupero e migliora la qualità di vita del paziente

A cura di:
Coordinatore nazionale della Cardiochirurgia di GVM Care & Research. Cardiochirurgo Specializzato nel trattamento Cardiochirurgico Mininvasivo e Nanoinvasivo della valvola mitrale.
Insufficienza valvola mitrale: intervenire prima accelera i tempi di recupero e migliora la qualità di vita del paziente

Quando la valvola mitralica del cuore non funziona correttamente sarebbe meglio eseguire subito, dopo gli opportuni controlli e verifiche con lo specialista, un intervento chirurgico per ripararla, senza aspettare che si manifestino i primi sintomi di insufficienza cardiaca o fibrillazione atriale.

In caso di intervento rapido, i cardiochirurghi possono inoltre  ricorrere più facilmente a tecniche mini-invasive che consentono un recupero più veloce del paziente, migliorano la qualità della sua vita e riducono anche l’impatto estetico dell’operazione, rispetto alla chirurgia tradizionale. Solo centri altamente specializzati offrono ai pazienti la possibilità di sottoporsi ad un intervento di chirurgia mininvasiva. E’ il caso degli ospedali di GVM Care & Research che si avvalgono delle metodiche chirurgiche più avanzate e in linea con i migliori standard europei, tanto da diventare poli di riferimento riconosciuti dalla comunità medica internazionale.

I medici americani, per arrivare a queste conclusioni, hanno preso in esame le cartelle cliniche di quasi 6.000 pazienti operati per rigurgito della valvola mitralica tra il 1985 e il 2011: per ciascuno hanno valutato le condizioni di salute, la tempistica con cui è stato fatto l’intervento e le tecniche utilizzate.
Sulla base dei risultati raccolti, è emerso che intervenire prima è meglio. Sono i numeri a confermarlo: i pazienti operati tra il 2005 e il 2011 sono stati dimessi infatti in media due giorni prima rispetto a quelli operati tra il 1985 e il 1997, quando non venivano ancora adottate le metodiche moderne.

Il ricovero e i tempi di degenza si sono ridotti perché i pazienti nel 44% dei casi vengono sempre più spesso operati, quando ancora non manifestano sintomi e di conseguenza sono diminuiti  i casi in cui è necessario operare con una lunga incisione dello sterno.
Lo studio dei medici dell’Ohio dimostra che per trattare e quindi risolvere l’insufficienza della valvola mitralica danneggiata è meglio intervenire precocemente rivolgendosi ad un centro altamente specializzato. I pazienti sottoposti ad intervento cardiochirurgico in tempi brevi, mostrano una migliore sopravvivenza a lungo termine rispetto a quelli in cui l’intervento era rimandato anche solo di qualche mese. Non solo. Hanno ottime possibilità di conservare la propria valvola e tornare ad una vita normale.
Per questo è di fondamentale importanza la prevenzione: monitorare periodicamente il cuore può mettere al riparo dal rischio di eventuali patologie.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista The Annals of Thoracic Surgery.

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