Segui Giuseppe Speziale sui Social Network

Fermare i viaggi dei pazienti fuori regione per tutelare il diritto alla salute

A cura di: Dott. Giuseppe Speziale
Coordinatore nazionale della Cardiochirurgia di GVM Care & Research. Cardiochirurgo Specializzato nel trattamento Cardiochirurgico Mininvasivo e Nanoinvasivo della valvola mitrale.
Fermare i viaggi dei pazienti fuori regione per tutelare il diritto alla salute

“Il diritto alla salute è un patto fra cittadini. Le eccellenze sanitarie in Puglia andrebbero valorizzate, premiate e messe a disposizione dei pazienti: puntare sull’Alta Specialità, attrarre professionisti di livello internazionale e fermare i viaggi della salute verso le strutture del Nord significa riconoscere il grande patrimonio di questa regione”. Questi i concetti chiave del mio discorso nel convegno Aiop Puglia (associazione italiana ospedalità privata), di cui sono stato eletto quest’anno Vicepresidente, e organizzato nell’ambito del Forum Mediterraneo della Sanità.
 
Che cos’è l’Alta Specialità e perché importante?
 Il concetto di Alta Complessità molto spesso coincide con quello della prosecuzione della vita. Le specialità di Alta Complessità comprendono ad esempio la Cardiochirurgia, la Neurochirurgia o l’Oncologia. Tutti i pazienti, di fronte ad un evento o malattia percepita come grave, vanno alla ricerca del “miglior centro” per se o per i propri cari e sono spesso costretti a viaggiare verso altri ospedali fuori dalla Puglia, a causa delle limitazione dei budget delle strutture regionali. A maggior ragione se si tratta di prestazioni superiori ed ad alto rischio.
Questo trend di mobilità passiva può fermarsi solo con la presenza di capacità e competenze specialistiche in campo regionale. Competenze che il Programma Nazionale Esiti ha già certificato essere sufficientemente diffuse per la quasi totalità delle prestazioni erogate nella nostra Puglia, evidenze che noi consideriamo essere dovere istituzionale della Regione valorizzare e portare a conoscenza sistematica della Comunità.

Quali sono le conseguenze della mobilità passiva?
Il costo della mobilità passiva, come si rileva da una recentissima pubblicazione presentata al Senato, evidenzia come la mobilità passiva regionale sia cresciuta tra il 2016 ed il 2017 di oltre 40 milioni di euro e il saldo di mobilità sarebbe stato molto pesante se, specularmente, grazie alla attrattività delle strutture sanitarie pugliesi, la mobilità attiva non fosse cresciuta a 160 milioni di Euro, con un incremento di 45 milioni tra il 2016 ed il 2017. Regioni quali Lazio e Campania, per riferirsi a quelle a noi più vicine per dimensione e posizione geografica, stanziano ormai da tempo risorse aggiuntive annue tra i 30 ed i 50 milioni di euro per il sostegno dell’Alta Specialità ed il contenimento della mobilità passiva.

Un governo “coraggioso” nel campo della programmazione e della contrattazione con le associazioni di categoria che, a differenza di un recente passato, sappia correttamente valorizzare, anche attraverso una non più differibile iniezione di nuove risorse economiche, le numerose eccellenze presenti nella nostra regione, potrà certamente innescare un circolo virtuoso a beneficio del sistema Puglia.

Logiche premianti verso chi fa meglio, raggiunge i migliori volumi ed esiti, si impegna, al fianco del programmatore pubblico, nella gestione delle reti cliniche (Ima SCA, Rete Oncologica, Breast Unit), possono solo rappresentare un ulteriore stimolo per le strutture sanitarie accreditate virtuose. I pazienti, gli operatori del settore, l’economia sanitaria pugliese potranno certamente trarre ampi benefici da un nuovo ruolo che il privato accreditato con forza intende svolgere assieme alle strutture pubbliche.
 
 

Condividi questo articolo: